La nascita dell'incubatoio ittico di Porte

Incubatoio itticoHa avuto un percorso molto travagliato e alcuni passaggi sembrano scritti in un libro di favole, ma è pura realtà ed è un piacere raccontarlo.
Nel 2003 l’allora assessore provinciale Marco Bellion mi contatta per chiedermi se sono interessata ad avere un’incubatoio sul territorio di Porte. Mi spiega che il suddetto incubatoio in un primo momento doveva essere realizzato a Pinerolo ma erano sorti dei problemi e i tempi stringevano. Rispondo subito di sì ben sapendo che nel territorio di Porte non c'era un'area disponibile su dove collocarlo. Tuttavia sono fiduciosa e mi attivo immediatamente. Chiedo subito aiuto alla Luzenac, ma nonostante vari incontri con l’allora amministratore delegato e una fitta corrispondenza con la Francia non si perviene ad alcuna soluzione. L'azienda non intende cedere alcun terreno.
Dopo sei mesi di trattative sfociate nel nulla cominciavo ad essere preoccupata, ma non volevo arrendermi perché questa era una grande opportunità da non perdere. Mi venne in mente che avevo ancora una carta da giocare: parlare con l'allora numero due, della Rio Tinto casa madre della Luzenac, Tom Albanese.

Dalle informazioni in mio possesso sapevo che egli si spostava continuamente tra la sede centrale dell'azienda situata a Londra e gli stabilimenti di produzione, se non erro sono 14 sparsi sul globo. Con l’aiuto di un mio amico americano, un lunedì pomeriggio telefono a Londra per parlare con il signor Albanese, già qui il primo stupore, nessuna segretaria o filtri particolari ma una voce che mi risponde: <<glielo passo subito>>. Ovviamente, il sig. Albanese non sapeva nulla di Porte e del Malanaggio, infatti, mi consiglia di parlarne con la Luzenac France. Rimango un po' scoraggiata. Decido di fargli parlare dal mio amico americano.
Lui gli illustra il nostro progetto. Il mio amico prima gli caldeggia la concessione del terreno, poi cerca di conquistarlo parlando di cucina e gli chiede se ha mai mangiato la bagna cauda. Continua con la descrizione del piatto piemontese, non solo: <<sai è buona ci sono le acciughe, l’aglio e poi si mangiano le verdure crude e si beve vino tutti insieme>>. E prosegue: <<Dai concedi il terreno a Porte e il sindaco ti invita qui e mangiamo insieme la Bagna Cauda>>. Il signor Albanese, che evidentemente è una persona sensibile, chiede di inviargli a Londra la nostra richiesta. Egli sostiene presso la Luzenac la nostra causa.

Incubatoio ItticoUna settimana dopo ci viene concesso il terreno.
Una dimostrazione che anche nelle grandi multinazionali sono anche le persone con le loro qualità che regolano i rapporti umani.
Così sottoscriviamo una convenzione d’uso per 30 anni rinnovabile, inoltre si stabilisce che il Comune ha diritto di prelazione in caso di vendita del terreno. In questo modo si sono gettate le basi per l’incubatoio.
L’assessore della Provincia di Torino Marco Bellion si preoccupa dell’erogazione dei primi fondi, invece, le risorse necessarie a far diventare operativo l’incubatoio sono assegnati dal dott. Bisacca che seppure subentrato a Marco Bellion dimostra da subito grande interesse e sensibilità.
A livello locale determinante è l'impegno dei membri dell’Associazione Pescatori, capitanati dal suo presidente Piero Benedetto; a loro carico è sia l’onere dei progetti che la realizzazione dell'incubatoio. Siamo riusciti a concretizzare molto spendendo relativamente poco. Solo loro sanno quante ore e giorni, sabato e domenica compresi, di lavoro volontario hanno dedicato alla costruzione vera e propria dell'incubatoio. Hanno svolto i lavori più disparati al fine di coronare il loro sogno di realizzare il più velocemente possibile questa innovativa struttura. Ecco perché questa “casa dei pesci” è diventata anche la nostra casa, ad essa siamo molto affezionati .
Questo è un esempio concreto che dimostra che se istituzioni, aziende private e cittadini volenterosi uniscono le loro forze possono raggiungere obiettivi che sembrano impossibili.

Il sindaco
Laura Zoggia

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